…per Carpi

(dal 2004 al 2009 è stato il) diario di un consigliere comunale

Coesione e chiarezza, le chiavi per una Margherita a misura di Carpi

Questa sera c’è il coordinamento politico della Margherita, il primo dopo le elezioni.

Se ci sarà il tempo e l’occasione interverrò non solo per ringraziare dell’opportunità che ho di poter partecipare alla vita politica e amministrativa della città, ma anche per garantire la mia volontà di impegnarmi a fondo in questi 5 anni di lavoro in Consiglio.
Vorrei intervenire anche –per quello che la mia opinione può servire- sull’analisi del risultato elettorale, per evitare che gli stessi errori ci condizionino a partire già dai prossimi imminenti appuntamenti.

Sono convinto infatti che buona parte del risultato non soddisfacente di questo voto sia dovuto a due fattori che sono venuti meno: coesione e chiarezza.

Che manchi coesione all’interno della Margherita carpigiana credo non sfugga a nessuno. E credo che possiamo dire tranquillamente che il risultato insoddisfacente è dovuto anche all’eterna divisione tra le due anime interne alla Margherita.
Non solo perché qualcuno si è stufato dei nostri continui litigi ha votato altro, ma anche perché, fidandoci poco l’uno dell’altro, non abbiamo poi le forze, il tempo, le risorse per andare a conquistarci i voti veri o almeno per parlare con la gente.
L’ho sempre detto, lo ripeterò stasera, la cosa più ridicola e sbagliata che possiamo fare è dividerci in ex-popolari ed ex-democratici, litigare tra ex-popolari e ex-democratici, l’unico risultato che possiamo sperare di ottenere è di scomparire, ex-popolari ed ex-democratici. Per non parlare di chi non si sente ex- di nessuna delle due parti e che nessuno considera.

Tra l’altro questa è una divisione artificiosa – la alimentiamo noi, perché nella realtà non esiste.
Non esiste nelle idee e nei programmi, non esiste nei nostri elettori che sono molto più avanti, figurarsi se si interessano di queste piccole questioni di bottega.
Esiste solo all’interno di una parte del gruppo dirigente. Ed esiste per i nostri avversari e i nostri alleati, che sono bravi ad approfittare delle nostre divisioni per avvantaggiarsene.
Mi sembra che anche guardando il risultato del voto, le preferenze raccolte dai nostri candidati, sia chiaro che si tratta di una questione non reale.

E’ evidente che dobbiamo lasciarci alle spalle questa situazione al più presto, a partire da domani, se non vogliamo continuare a deludere chi si rivolge a noi per avere una solida e seria rappresentanza politica.
Dobbiamo lasciarcela alle spalle a partire dalle questioni legate alla Giunta perché ho la netta impressione che la stiamo affrontando proprio con il bilancino, tra democratici e popolari, mentre dovremmo affrontarla con il criterio della competenza e della coerenza rispetto a ciò che abbiamo detto agli elettori.
Gli assessori dovranno essere tre, ovvio che non potranno essere i 4 della legislatura precedente visto il calo elettorale. Ma il problema non deve essere se saranno ex-popolari o ex-democratici, saranno della Margherita. Altrimenti ci ritroviamo per altri 5 anni questa divisione artificiosa, che blocca tutto al nostro interno e fa il gioco degli altri.

Ed ecco che entra in campo l’altro fattore, quello della chiarezza. Non possiamo permetterci di dire delle cose e poi farne altre, se no nessuno capisce. O –peggio- capisce che (come al solito) tutto si decide in poche stanze. E allora tanto vale votare altrove.

Abbiamo già indicato, all’inizio della campagna elettorale, le tre persone che proponiamo come assessori, lo abbiamo scritto dappertutto, detto a tutti, e devono essere quelle (se poi il Sindaco ne sceglierà altre, è sua facoltà e sua responsabilità).
Teniamo presente che chi ci ha votato lo ha fatto anche grazie ai nomi che abbiamo indicato come possibili futuri assessori. Dirò di più, qualcuno avrà votato Campedelli proprio per quei nomi che –probabilemnte- avrebbero collaborato con lui in Giunta.
Se tra quei nomi qualcuno non è più disponibile, questo dovrà essere chiaro, e comunicato chiaramente anche agli elettori che ci hanno votato. E comunque la preoccupazione non può essere l’equilibrio interno da preservare, ma -casomai- l’individauzione di una possibile alternativa, se serve.
Stiamo parlando -tra l’altro- di persone che (almeno per due terzi) hanno lavorato bene nella giunta precedente –non lo dico io, lo diciamo come Margherita da sempre- perché mai dovrebbero cambiare?

Non è corretto, e non ce n’è motivo, che compaiano nomi nuovi, che nessuno ha mai considerato, a meno che non sia il Sindaco, ed è sua prerogativa, ad indicarli e sceglierli, al di là delle indicazioni dei partiti.

Insomma, io non vedo molte strade diverse da questa, che mi sembra logica, di buon senso, chiaramente interpretabile dai nostri elettori e utile per la città. In questi giorni ho sentito diverse persone che fanno parte della Margherita e tutte hanno idee simili e posizioni vicine a queste.
Sarebbe un peccato rimanessero deluse e inascoltate.

Domani vi riferirò come è andata

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