…per Carpi

(dal 2004 al 2009 è stato il) diario di un consigliere comunale

Approvato l’odg su sussidiarietà e Piano Sociale di Zona

Giovedì scorso abbiamo finalmente presentato e discusso l’odg presentato dalla Margherita su Nuovo Piano sociale di Zona: orientamenti per il coinvolgimento pieno del terzo settore.
Il documento è stato approvato da tutti i gruppi consiliari, ad eccezione di Rifondazione Comunista.

Di seguito trovate gli appunti dell’intervento con cui Claudio Cavazzuti ha presentato l’odg e ha dato l’avvio al dibattito.

Questo ordine del giorno, che, dopo reiterati rinvii, è stasera sottoposto alla discussione, che speriamo fruttuosa, del Consiglio Comunale, nasce da una duplice esigenza.

  • Da una parte, con grande soddisfazione, si può tracciare un bilancio più che soddisfacente e, tutto sommato, lusinghiero del Piano di Zona vigente, (peraltro in scadenza) che, per la prima volta, ha visto la partecipazione di numerose realtà vitali della nostra città.
    Certo, molto ancora resta da fare, ma onestamente bisogna constatare che si è trattato di un significativo inizio, in cui abbiamo assistito al fruttuoso dialogo tra ente pubblico e realtà locali.
    Si è imboccata una direzione, a nostro modo di vedere giusta, che ha conseguito numerosi risultati positivi.
    Tra questi, senza dubbio, un reciproco arricchimento sia del pubblico che del privato.
    Si è instaurato un nuovo dialogo tra queste fondamentali realtà sociali, che ha contribuito a ricucire alcuni atavici strappi, a ridurre ingentemente la lontananza tra istituzione e cittadino, che si è sentito protagonista sociale della comunità in cui vive. Sia il privato che il pubblico hanno, infatti, sentito e compreso di lavorare per uno stesso obbiettivo, il bene comune.
  • D’altra parte, anche la delibera del Consiglio Regionale n. 615/2004 sottolinea l’importanza per la nostra società del principio di sussidiarietà.
    Essa, infatti, stabilisce “ il principio della cooperazione tra i diversi soggetti istituzionali, i soggetti della cooperazione sociale, dell’associazionismo di promozione sociale e del volontariato e delle aziende pubbliche”.
    La legge altresì prevede “la partecipazione dei soggetti del Terzo Settore” sancendo che “questa deve essere relativa a tutte le fasi di pianificazione”, dall’avvio e dalla la costruzione della rete locale, alla fase di analisi dei bisogni e dell’offerta, dalle scelte strategiche e di priorità, alla definizione del programma attuativo annuale, fino alla stesura del piano.
    Tale coinvolgimento, poi, deve continuare nelle ”modalità di gestione dei servizi”, nelle “azioni di sistema per l’attuazione del piano” e nella valutazione dello stesso.

    E’ certo, inoltre, che un’applicazione coerente e costante del principio di sussidiarietà arrecherà cospicui e innegabili benefici anche per quanto concerne una migliore razionalizzazione delle spese, una migliore gestione dei fondi, servizi più vicini e adeguati alle esigenze delle varie realtà locali.

Ma, ciò che soprattutto ci spinge ad una applicazione, potremmo dire totale, del principio di sussidiarietà, non sono ragioni di tipo economico, di cui pure riconosciamo l’estrema importanza, ma bensì una specifica idea di società, in cui “la soggettività creativa del cittadino”, volta al bene comune, sia adeguatamente tutelata e incoraggiata.
Solo riconoscendo la funzione sociale di ogni privato, solo creando un vero welfare di comunità, i corpi sociali intermedi possono efficacemente svolgere le funzioni che loro competono, solo così si avrà un‘ adeguata responsabilizzazione del cittadino nel suo essere una parte attiva della realtà politica e sociale del Paese, solo così si potrà creare quello spirito che, per citare don Milani, ci fa dire “I care”, mi prendo cura, mi faccio carico.
Mortificare i germogli di corresponsabilità, che, abbondanti, fioriscono in una realtà sociale quale la nostra, sarebbe esiziale.
A chi si interessa del bene comune, del progresso della nostra città, l’ente pubblico, cui pure competono funzioni di controllo, non può dire: “ lascia perdere, ci penso io”, pena la perdita di un preziosissimo senso di comunità, in favore di una ricerca del bene particolare, che è la causa di tanti mali della nostra società.
(Claudio Cavazzuti per Gruppo Consiliare La Margherita)

Vuoi rimanere aggiornato? Iscriviti alla newsletter di …per Carpi

I commenti sono disabilitati

Powered by WordPress - Login
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.

Le opinioni qui espresse sono assolutamente personali e non impegnano alcuno tranne che l'autore delle stesse, Stefano Garuti