ADSL nelle frazioni, qualcosa si muove!
Si direbbe proprio che ci siano buone notizie per la connessione Internet veloce nelle frazioni.
Sembra infatti che grazie alle sollecitazioni che abbiamo fatto in questi mesi finalmente il Comune abbia avuto successo nella ricerca di un fornitore disponibile a coprire le frazioni con una connessione a Internet “decente”.
La soluzione individuata è di tipo “WI-FI”, ovvero senza fili, e questo consentirà di bypassare l’indisponibilità del gestore telefonico ad investire in nuove centrali adeguate al traffico dati.
La società che si è resa disponibile a presentare un’offerta commerciale direttamente ai cittadini è la compartecipata da Aimag, Meta, Sat e Sorgea che sta realizzando la rete pubblica in fibra ottica nella nostra provincia (di cui si è parlato qui)
Da quanto ho capito la società inizierebbe con la copertura di Fossoli, presentando un’offerta commerciale di vari “tagli” in base alla necessità di banda richiesta (per esempio un’azienda spesso richiede maggiori velocità di connessione, che ovviamente hanno un costo più elevato); successivamente, anche in base alla risposta che ci sarà, la copertura potrà essere estesa a tutte le frazioni.
La nosttra intenzione a questo punto è organizzare un incontro pubblico dove i responsabili della società in questione presentino tutti i dettagli, dai prezzi alla tecnologia ai tempi di realizzazione.
Ognuno poi farà le sue valutazioni e deciderà se e come aderire anche se è ovvio che il servizio potrà partire solo se si raggiungerà un numero minimo di adesioni.
Non appena la data e il luogo dell’incontro saranno decisi vi informerò tempestivamente. Vi invito comunque a lasciare i vostri commenti e segnalazioni di interesse qui di seguito o, se preferite, a scrivermi per email.


gennaio 31st, 2006 at 12:25
Buone notizie, anche se bisogna essere molto cauti, per varie ragioni
1) i prezzi: non essendovi alternative possibili, non vi è nemmeno una reale concorrenza (L’adsl SAT non merita nemmeno di essere menzionata)
Visti i notevoli investimenti (altro che sostituire una centralina..) è ragionevole pensare che la spesa di un utente privato sia di molto superiore a quella che lo stesso utente sosterrebbe collegandosi all’ADSL classica (avendo la fortuna di abitare in centro, ovviamente)
2)La tempistica: per non restare tagliate fuori, le frazioni necessitano di un collegamento in tempi brevi: qui stiamo ancora soltanto ‘ipotizzando’ una rete wifi. (certamente, è già qualcosa..!)
3)La velocità e la qualità di connessione, che dovrebbero essere pari a quelle offerte dall’adsl su lionea telefonica.
4)L’accessibilità per utenti privati..
Discende chiaramente dai punti precedenti: è chiaro che alcune ditte possano permettersi un collegamento esoso, pur di non restare tagliate fuori, ma i singoli cittadini opterebbero per aderire soltanto se vi fosse una reale convenienza, ovvero:
se il WIFI fosse paragonabile per PREZZI E PRESTAZIONI alla tradizionale ADSL
5)L’inquinamento elettromagnetico (di cui, personalmente, sono parecchio preoccupato)
In questo senso occorre sommare le emissioni delle stazioni wifi a quello assorbitoicare che sarebbe da chi si trova AL COMPUTER – o nelle immediate vicinanze.
Non dobbiamo dimenticare che la scheda WiFI del singolo PC emette quanto un telefonino sempre collegato..
Insomma, non dobbiamo dimenticare che sarebbe INFINITAMENTE PIU SEMPLICE, ECONOMICO, IMMEDIATO e INNOCUO estendere la copertura tradizionale alle frazioni.(perdonatemi il maiuscolo..)
In fondo non abitiamo sulla luna, nè in un villaggio himalayano: le nostre casette distano al più 4-5-6 Km dal centro cittadino, e credo personalmente che al giorno d’oggi questo non sia un problema tecnologico insormontabile, anzi..
Sarebbe indispensabile (e sarebbe ora) che i responsabili di Telecom fornissero ALMENO una minima risposta: dicessero quali sono queste ragioni (o scelte) insormontabili, quali siano i costi da affrontare, così da poterne eventualmente discutere.
Ma ancora niente..
gennaio 31st, 2006 at 14:30
Un ulteriore piccolo appunto a proposito dell’incontro pubblico proposto nell’articolo sul tema WIFI.
Mi permetto di proporre un umile consiglio all’assessore Garuti e alla Giunta Comunale.
Per sondare le reali esigenze sarebbe utile che il Comune contattasse tutte le famiglie e le aziende/imprese commerciali residenti nelle frazioni, ad esempio
inviando -con modestissima spesa- una cartolina-sondaggio (a risposta eventualmente anonima e preaffrancata), per chiedere opinioni sulla necessità della copertura ADSL.
Le questioni potrebbero essere semplici (es. ‘Utilizza Internet? ‘E interessato alla linea ADSL? Conosce il WIFI? Lo utilizzerebbe qualora disponibile?) e a risposta multipla.
In questo modo potrebbe essere effettuato un sondaggio su tutta la popolazione,
che per la stragrande maggioranza non è minimamente al corrente della discussione e dell’impegno del Comune,
pur avvertendo con estrema urgenza il grave problema di arretramento tecnologico.
Ribadisco in ogni caso la necessità di puntare prima di tutto alla copertura tradizionale, su linea in rame (telefonica), pretendendo con gli opportuni mezzi la dovuta risposta da parte di telecom e contattando eventualmente le concorrenti (Wind, Tele2 ecc.) che negli ultimi anni stanno spingendo proprio per inserire nel territorio i propri cavi e le proprie centrali.
Saluti
febbraio 2nd, 2006 at 10:06
Un piccolo aggiornamento sul tema WiFi..
mi sono posto il problema di effettuare una piccola ricerca su come realmente funziona questa tecnologia.
Posto che la qualità e la stabilità del segnale non sono nemmeno da paragonare a quelli che si hanno su linea cablata, il range massimo di un’antenna (detta anche Access Point o Hotspot) non può realisticamente superare, in condizioni più che ottimali (assenza di muri e ostacoli), i 150-200 metri.
Questo perchè è chiaramente necessario mantenere un’elevata qualità del segnale su di un’ampia banda.
E anche ipotizzando di aumentare a dismisura la potenza di un’antenna-base, non si riuscirebbe a comunicare con la stessa utilizzando un misero PC.
Per i telefoni cellulari, a cui siamo ormai abituati, il discorso è molto diverso, le celle di copertura hanno raggio tipico di un ordine di grandezza superiore: anche alcuni kilometri.
Tornando al WiFi, per ovviare alla ridottissima copertura di una singola antenna, si utilizza una ‘rete distribuita’, ponendo un’antenna ogni 100-200 metri (come gli scatolotti elettrici posti ai margini delle strade).
Questa è una realtà in espansione nei paesi più tecnologicamente sviluppati.
Solitamente si parla reti pubbliche ad accesso anche gratuito, estese ad aeroporti, quartieri e zone di elevato afflusso economico-turistico; per questo motivo le reti WIFi sono dette ‘wireless mesh hotzones’
Viste anche le specifiche realizzative il WiFi resta quindi secondo il mio modesto parere una soluzione del tutto inadeguata e precaria..
febbraio 2nd, 2006 at 22:08
La ringrazio dell’ulteriore contributo.
Credo che a causa della vaghezza delle informazioni che ho riportato si sia generato un piccolo fraintendimento.
Infatti ho parlato gerericamente di tecnologie wi-FI e “senza filo”, ma sono praticamente certo che non si tratti della connessione wi-FI propriamente detta, quella che si usa attualmente per le reti all’interno di uffici e abitazioni.
Immagino che si faccia ricorso a quelle tecnologie che consentono la coperture, con una sola antenna, di aree di circa 5 km.
Non ci resta, credo, che attendere l’incontro con i responsabili di questa società che illustreranno modalità tecniche e commerciali.
febbraio 3rd, 2006 at 11:29
Mi pare di aver trovato ulteriori informazioni che indicano forse la presenza di una effettiva soluzione alternativa per coprire, come Lei dice, grandi distanze.
Mi sembra molto utile discutere della tecnologia utilizzata perchè interessa e interesserà da vicino i cittadini.
La tecnologia di cui si era parlato finora (il WIFI, IEEE 802.11 con le sue varianti) è in effetti attualmente lo standard mondiale.
In commercio infatti praticamente tutti i PC portatili e le schede di rete sono compatibili 802.11.
-dettagli suilla tecnologia WiFi-
http://www.wi-FI.org/OpenSection/FAQ.asp
Il problema di questa tecnologia è lo scarso raggio d’azione, vi posso confermare per esperienza personale che oltre 100m di distanza dall’antenna non si riceve quasi nulla.
Per questo, vista la diffusione enorme di schede 802.11, in molte città americane e non solo si è pensato di coprire zone -limitate- di interesse elevato con reti pubbliche composte da più punti d’accesso (hotzones)
-Esempi-
http://www.wi-fiplanet.com/columns/article.php/1571791
http://www.wi-fitechnology.com/displayarticle674.html
come si vede, la copertura è di 2-3 quartieri al massimo, ed è offerta gratuitamente.
Quando si parla di WiFi, si fa riferimento esplicito alla suddetta tecnologia (802.11)
che è attualmente l’unico standard di fatto
A quanto mi dice, però, questa non è la soluzione ipotizzata per il comune di Carpi.
Esiste uno standard molto più recente, alternativo al WiFi, che è detto WiMAX (802.16).
Quest’ultimo dovrebbe garantire una portata molto più ampia, adatta a coprire intere città.
Il problema è che a quanto pare è ancora una tecnologia futuribile, nel senso che lo standard è molto recente e non ha ancora applicazioni pratiche di rilievo.
Diciamo che la tecnologia è ancora in fase di test.
-Links-
http://www.wimaxforum.org/home/
http://www.ieee802.org/16/
http://standards.ieee.org/getieee802/802.16.html
http://en.wikipedia.org/wiki/WiMAX
http://www.intel.com/cd/network/communications/emea/ita/199001.htm
Diciamo comunque che si parla per adesso di interconnessioni backbone, cioè destinate ad unire fra loro reti WiFi situate a distanze elevate.
Anche perchè tuttora NON esistono schede WiMAX per computer.
-Esempio di un prototipo datato Nov. 2005-
http://www.engadget.com/2005/11/09/unwired-wimax-pc-card-reviewed/
Ecco quindi un’ipotesi plausibile:
visto che cablare non è possibile per i motivi che sappiamo,
si pongono numerosi ripetitori WiFi (piccolo costo e piccola potenza) -1 ogni 100m- nelle zone dove si presuppone che gli introiti siano elevati (es. zona industriale Fossoli);
queste LAN sono collegate fra loro e alla dorsale in fibra attraverso ripetitori WiFi.
Tempistica: molto lunga, visto che si parla di un possibile lancio del WiMax a livello globale nel giro di un minimo di 2-5 anni.
Aspettiamo comunque ansiosamente l’incontro con il provider..
Grazie ancora e saluti!
Esiste
febbraio 8th, 2006 at 13:25
In realtà il wimax non è così lontano, lo stanno già sperimentando in Val d’Aosta (fastweb) ed è la tecnologia verso la quale si stanno muovendo diversi operatori (fastweb, vodafone e anche..telecom) per abbattere i costi di copertura. Una singola installazione copre un raggio di 50 km di territorio, con costi sensibilmente più bassi di quelli via terra.
febbraio 10th, 2006 at 13:09
un momento, andiamo cauti..
Il wimax attualmente NON esiste, è una tecnologia di fatto ancora sulla carta.
Sono stati certificate soltanto il 19 gennaio di quest’anno dal comitato wimax le prime aziende che produrranno le primissime base stations.
http://www.wimaxforum.org/home/
E le schede WiMax per pc domestici sono ancora soltanto lontane idee progettuali.
Fastweb per il momento si è limitatta a testare la tecnologia in Val d’Aosta per eventuali futuri sviluppi, appoggiandosi ad un ponte radio messo a disposizione da Siemens e Rai Way.
http://www.i-dome.com/flash-news/pagina.phtml?_id_articolo=9697
Da qui a dire che la il WiMax è vicino ne passa parecchia di strada..
Le frequenze necessarie al wimax , per dirne soltanto una, in Italia non sono ancora liberalizzate.
E restano un paio di punti fondamentali:
-nemmeno il wimax può essere paragonato ad una linea cablata, men che meno ad una linea in fibra ottica, per stabilità, larghezza di banda ed economicità di gestione.
-L’esposizione ad emissioni a radiofrequenza ad elevata potenza , specie se su di un periodo prolungato, è dannosa per i tessuti biologici: il surriscaldamento è un dato inconfutabile, così come l’alterazione dei normali processi metabolici;la sospetta carcinogenicità a lungo termine è ancora oggetto di indagine.
Nel frattempo vengono recapitate ad ogni famiglia lettere in cui si dice che l’Italia è un paese tecnologicamente avanzato e che internet e la banda larga sono una realtà accessibile a tutti i cittadini………..
Penso sia il momento per l’amministrazione comunale di muoversi con azioni concrete e decise, dimostrando la propria superiorità di fronte alle false promesse a cui siamo ormai abituati..
Saluti
febbraio 23rd, 2006 at 15:13
Mi trovo in accordo con Alex , in particolare sul fatto che non si possano coprire con adsl in rame zone così vicine al centro città.
A tal proposito sarebbe utile che il comune provasse a coinvolgere gli ISP in una discussione pubblica.
febbraio 28th, 2006 at 10:56
[...] Come anticipato in un altro post, la copertura riguarderà inizialmente Fossoli, ma potrà essere estesa senza problemi alle altre frazioni di Carpi. [...]