…per Carpi

(dal 2004 al 2009 è stato il) diario di un consigliere comunale

Ecco perchè la pista ciclabile di via Marx non è ancora finita

Ieri sera, nel corso della seduta di Consiglio Comunale, l’assessore D’Addese ha risposto alla mia interrogazione sulla pista ciclabile di via Carlo Marx, ancora incompleta a un anno dalla fine stimata dei lavori.

D’Addese ha spiegato che il tratto mancante deve essere realizzato dai privati che stanno costruendo in quel comparto.

Il Comune li ha sollecitati a terminare i lavori (grazie all’interrogazione??) e questi dovrebbero riprendere dal prossimo 9 luglio e terminare entro il mese.

Nei pressi del Commissariato di Polizia, dove proprio in questi giorni si sta scavando e lavorando verranno realizzati due scivoli provvisori in attesa del completamento dei lavori.

Dunque in agosto la pista dovrebbe essere pressochè completa… vedremo…

Visto che l’assessore è stato così cortese da fornirmi risposta scritta, ve la riporto integralmente di seguito:

In risposta all’interrogazione in oggetto si comunica quanto segue:

  • I lavori per il completamento della pista ciclabile sulla via Carlo Marx sono di competenza dei privati proprietari del comparto C9, mentre la parte di competenza del Comune è stata completata nei tempi previsti e comunicati
  • L’Ufficio Tecnico ha provveduto a sollecitare i referenti del Comparto C9 affinchè provvedessero con urgenza al completamento delle opere, avendo rassicurazione circa la ripresa dei lavori a far data dal 9 luglio p.v., salvo imprevisti, prevedendo di concludere i lavori entro il mese corrente, fatta eccezione per i due attraversamenti in prossimità del Commissariato, per i quali provvederanno alla messa in opera di due scivoli provvisori, in attesa della realizzazione di tutte le opere in asfalto, compresi i dossi di attraversamento ciclabile, per cui si attende la conclusione dei lavori attualmente in corso per la realizzazione del sottopassaggio della nuova condotta fognaria (emissario est acque bianche di via Marchiona) che il Comune sta realizzando in questi giorni.
  • Nessun maggior costo deriverà all’Amministrazione per quanto sopra esposto
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3 commenti a “Ecco perchè la pista ciclabile di via Marx non è ancora finita”

  1. mara ha scritto:

    Quando ieri ho letto la notizia sulla gazzetta, ho subito pensato : Finalmente c’è chi si interessa alla ciclabile che versa nell’oblio da più di un anno.
    Ma aimè, la buona volontà si scontra ancora con quel famoso -imprevisto – di cui parlava l’assessore, ed oggi 9 di luglio il cantiere continua ad essere deserto.
    Quel cantiere con cartelli rovesciati, invaso da erbacce e rifiuti e perennemente deserto fa parte oramai del paesaggio.
    E dire che bastava scrivere una semplice clausola nella convenzione tra comune e privati, ovvero che si stabilisse la priorità delle opere di urbanizzazione rispetto all’inizio alla costruzione delle palazzine, clausola che molte amministrazioni, meno distratte, non scordano di inserire.
    A parte la piccola polemica, un sincero ringraziamento va a stefano garuti.

  2. Stefano Garuti ha scritto:

    In effetti in altre urbanizzazioni, sempre a Carpi, clausole di questo genere sono incluse….
    Grazie del commento e torni presto sul blog! :-)

    Stefano

  3. mara ha scritto:

    Stefano, inizio l’anno con tanti auguri e ripesco il tema ciclabile di Via C.Marx.
    Oggi 8 gennaio 2008, vado a rileggermi l’intervento del luglio 2007, sulla ciclabile di Via C.Marx, e mi accorgo che la situazione non è affatto migliorata.
    Direi, a guardar bene, che pare peggiorata!
    Da più di un anno i rottami si accumulano, le erbacce non vengono tagliate, i vecchi pozzetti sono lasciati a cielo aperto ed i chiodi a portata di piede, in barba a qualsiasi legge sulla sicurezza.
    Ovviamente non si ancora provveduto alla segnaletica ed alle piantumazioni, che si spera siano previste ai lati della ciclabile.
    In sostanza, la ciclabile che collega uffici e scuole ed un intero quartiere alla città, attraversa una sorta -porto franco – di discarica senza nessuna protezione, senza recinzione e con tanto di rifiuti a lato.
    Qui, il termine “decoro urbano” suona assai stonato ed il rischio – dopo più di un anno – è che l’occhio sia oramai abituato ad una periferia trasandata, brutta e disordinata.

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