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	<title>Commenti a: Alle primarie io sostengo Enrico Letta, tu cosa fai?</title>
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	<description>(dal 2004 al 2009 Ã¨ stato il) diario di un consigliere comunale</description>
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		<title>Di: Roberto Benatti</title>
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		<dc:creator>Roberto Benatti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 15:03:26 +0000</pubDate>
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		<description>Sul numero scorso di Voce il giovane Andreas Guidi ha colto il problema e ha proposto una soluzione: sostituire una classe dirigente obsoleta, stantia e inadeguata con giovani freschi, tecnologici, informati e competenti. 
 
Per farlo, perÃ², ci vorrebbe un&#039;atomica. L&#039;Italia, infatti, non Ã¨ governata dai politici, ma dai potentati, nazionali e locali: sindacati, associazioni, gruppi influenti, banche e fondazioni, parrocchie, circoli, bocciofile, club del tennis e del cotecchio. Tutti a chiedere soldi, in primis. E tutti caratterizzati da forti barriere all&#039;ingresso e da una politicizzazione ben definita anche se celata in nome dell&#039;equidistanza. Formati da una casta dirigente che spesso si moltiplica per accoppiamento dei confratelli (quasi mai a fini riproduttivi); da alcuni paggi che accettano di tutto, in cambio di denaro, o notorietÃ , o anche solo per esserci; da alcune spie che fanno anche da freno, pilotate da esterni interessati, in prevalenza oligarchici e cattocomunisti; e dai soliti pochi che con il loro lavoro appassionato muovono le cose. 
 
In quegli ambiti ristretti le menti si chiudono, gli argomenti si ripetono, e cosÃ¬ come i dialetti sono stati per millenni una forma di difesa nei confronti degli stranieri, ora lo sono il gergo, i comunicati vuoti da quindicimila battute e la fede carismatica. E&#039; quasi impossibile abbattere quei muri, che anche se sono stati per decenni all&#039;ombra di quello di Berlino, sono nati millenni prima di esso e del comunismo, e moriranno millenni dopo di esso e del capitalismo, del liberismo, del partito democratico e dei circoli virtuali o reali che siano. Il muro di Berlino sarÃ  ignoto ai giovani, ma con la sua caduta ha determinato un reale vuoto culturale: mentre i giovani ciellini e i giovani azionisti hanno conservato i loro riferimenti storici nella fede, nei papi, nella patria e nell&#039;orgoglio, quelli di sinistra non possono piÃ¹ fare riferimento ai miti sessantottini e alle lotte per la dignitÃ  del lavoro. Oggi vedono solo la pochezza culturale dei maestri (e professori) partoriti da quel Sessantotto. Vedono i sindacalisti occupare poltrone, palazzi e palazzine. E vedono creare per fusione fredda e liste bloccate un partito nato giÃ  morto, se non altro perchÃ© Ã¨ nelle mani delle stesse cariatidi di sempre, ha gli stessi sponsor di sempre, e gli unici messaggi nuovi che porta sono quelli mutuati dalla destra, come la sicurezza e la competitivitÃ . Mantenendo ovviamente posizioni mediane sul welfare e sulla flessibilitÃ , quasi a voler litigare per forza con i pochi seguaci dell&#039;ideologia che fu, e che oggi sono accusati di massimalismo dagli stessi compagni di viaggio. Con i quali si condivide solo l&#039;odio per il mondo artigiano e professionale, ultimo residuato delle lotte di classe. 

In questa pochezza politica generale hanno gioco facile i potentati, e dilagano scalate, fusioni, compravendite, rottamazioni, mobilitÃ  e concessioni. E dopo i girotondini e i movimenti, ecco i comici, i guitti e i blogger, che trovano, guarda caso, largo consenso a sinistra, dove ci sono evidentemente molti piÃ¹ vuoti (oltre che pagine web) da riempire. Ma non Ã¨ cosÃ¬ che si spezzano certi legami, caro Direttore: e saranno tutti messaggi postati a vuoto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero scorso di Voce il giovane Andreas Guidi ha colto il problema e ha proposto una soluzione: sostituire una classe dirigente obsoleta, stantia e inadeguata con giovani freschi, tecnologici, informati e competenti. </p>
<p>Per farlo, perÃ², ci vorrebbe un&#8217;atomica. L&#8217;Italia, infatti, non Ã¨ governata dai politici, ma dai potentati, nazionali e locali: sindacati, associazioni, gruppi influenti, banche e fondazioni, parrocchie, circoli, bocciofile, club del tennis e del cotecchio. Tutti a chiedere soldi, in primis. E tutti caratterizzati da forti barriere all&#8217;ingresso e da una politicizzazione ben definita anche se celata in nome dell&#8217;equidistanza. Formati da una casta dirigente che spesso si moltiplica per accoppiamento dei confratelli (quasi mai a fini riproduttivi); da alcuni paggi che accettano di tutto, in cambio di denaro, o notorietÃ , o anche solo per esserci; da alcune spie che fanno anche da freno, pilotate da esterni interessati, in prevalenza oligarchici e cattocomunisti; e dai soliti pochi che con il loro lavoro appassionato muovono le cose. </p>
<p>In quegli ambiti ristretti le menti si chiudono, gli argomenti si ripetono, e cosÃ¬ come i dialetti sono stati per millenni una forma di difesa nei confronti degli stranieri, ora lo sono il gergo, i comunicati vuoti da quindicimila battute e la fede carismatica. E&#8217; quasi impossibile abbattere quei muri, che anche se sono stati per decenni all&#8217;ombra di quello di Berlino, sono nati millenni prima di esso e del comunismo, e moriranno millenni dopo di esso e del capitalismo, del liberismo, del partito democratico e dei circoli virtuali o reali che siano. Il muro di Berlino sarÃ  ignoto ai giovani, ma con la sua caduta ha determinato un reale vuoto culturale: mentre i giovani ciellini e i giovani azionisti hanno conservato i loro riferimenti storici nella fede, nei papi, nella patria e nell&#8217;orgoglio, quelli di sinistra non possono piÃ¹ fare riferimento ai miti sessantottini e alle lotte per la dignitÃ  del lavoro. Oggi vedono solo la pochezza culturale dei maestri (e professori) partoriti da quel Sessantotto. Vedono i sindacalisti occupare poltrone, palazzi e palazzine. E vedono creare per fusione fredda e liste bloccate un partito nato giÃ  morto, se non altro perchÃ© Ã¨ nelle mani delle stesse cariatidi di sempre, ha gli stessi sponsor di sempre, e gli unici messaggi nuovi che porta sono quelli mutuati dalla destra, come la sicurezza e la competitivitÃ . Mantenendo ovviamente posizioni mediane sul welfare e sulla flessibilitÃ , quasi a voler litigare per forza con i pochi seguaci dell&#8217;ideologia che fu, e che oggi sono accusati di massimalismo dagli stessi compagni di viaggio. Con i quali si condivide solo l&#8217;odio per il mondo artigiano e professionale, ultimo residuato delle lotte di classe. </p>
<p>In questa pochezza politica generale hanno gioco facile i potentati, e dilagano scalate, fusioni, compravendite, rottamazioni, mobilitÃ  e concessioni. E dopo i girotondini e i movimenti, ecco i comici, i guitti e i blogger, che trovano, guarda caso, largo consenso a sinistra, dove ci sono evidentemente molti piÃ¹ vuoti (oltre che pagine web) da riempire. Ma non Ã¨ cosÃ¬ che si spezzano certi legami, caro Direttore: e saranno tutti messaggi postati a vuoto.</p>
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		<title>Di: Stefano Garuti</title>
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		<dc:creator>Stefano Garuti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 14:56:57 +0000</pubDate>
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		<description>@Roberto: LeggerÃ² l&#039;articolo di Voce, allora, e poi aggiungerÃ² la mia...

Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Roberto: LeggerÃ² l&#8217;articolo di Voce, allora, e poi aggiungerÃ² la mia&#8230;</p>
<p>Stefano</p>
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		<title>Di: Roberto Benatti</title>
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		<dc:creator>Roberto Benatti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 14:54:43 +0000</pubDate>
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		<description>Io sostengo che il PD nasce morto, ti invito anche a leggere il mio commento su Voce a riguardo prima di commentare.

Penso poi che lo stesso Letta siÃ  giÃ  scoppiato, e che l&#039;altra sera abbia fatto una pessima figura a BallarÃ² dimostrando con tutti i suoi &quot;faremo, faremo, faremo&quot; di non avere per nulla capito lo stato reale del paese e che cosa serve davvero: una scossa di gente un poco &quot;palluta&quot;.

Sai che sono abbastanza onesto: non sono stati all&#039;altezza nÃ© Tremonti, nÃ© Maroni nÃ© soprattutto il &quot;mio&quot; presidente di Confartigianato, perchÃ© anche loro hanno perso tempo su robe inutili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sostengo che il <acronym title="Partito Democratico">PD</acronym> nasce morto, ti invito anche a leggere il mio commento su Voce a riguardo prima di commentare.</p>
<p>Penso poi che lo stesso Letta siÃ  giÃ  scoppiato, e che l&#8217;altra sera abbia fatto una pessima figura a BallarÃ² dimostrando con tutti i suoi &#8220;faremo, faremo, faremo&#8221; di non avere per nulla capito lo stato reale del paese e che cosa serve davvero: una scossa di gente un poco &#8220;palluta&#8221;.</p>
<p>Sai che sono abbastanza onesto: non sono stati all&#8217;altezza nÃ© Tremonti, nÃ© Maroni nÃ© soprattutto il &#8220;mio&#8221; presidente di Confartigianato, perchÃ© anche loro hanno perso tempo su robe inutili.</p>
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		<title>Di: ..:digital&#124;&#124;divide:.. &#187; &#187; Come coinvolgere la blogosfera in una &#8220;convention&#8221; politica</title>
		<link>http://www.percarpi.garuti.it/2007/07/30/alle-primarie-io-sostengo-enrico-letta-tu-cosa-fai/comment-page-1/#comment-20051</link>
		<dc:creator>..:digital&#124;&#124;divide:.. &#187; &#187; Come coinvolgere la blogosfera in una &#8220;convention&#8221; politica</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2007 15:21:42 +0000</pubDate>
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		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Da Nicola c&#8217;è solo da imparare, ma visto che lo chiede, aggiungo le mie idee in libertà, che si potrebbero definire condizionate da un pericoloso &#8220;conflitto di interessi&#8221; in qualità di blogger politico, sostenitore di Letta, professionista del settore&#8230; [...]</p>
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